I tuoi clienti ti scelgono per la scuola che hai fatto ? Altro falso mito!
Vediamo perché....

Mettetevi davanti al pc e digitate ‘psicologo’ o ‘psicoterapeuta’; aggiungete altre parole chiave se volete, come la città, oppure l’ambito di specializzazione, scrivendo ‘esperto in….’.

Io l’ho fatto, e quello che ho scoperto mi ha molto incuriosito. Ho trovato siti, o blog, dove colleghi promuovono online la propria figura professionale. 

Ottimo, direi. 

Grazie ad un buon sito e ad un buon lavoro di SEO (che significa Search Engine Optimization, ne parleremo presto in un altro articolo). il cliente che ha bisogno di uno psicologo/psicoterapeuta può trovarci, e raccogliere informazioni su di noi, che lo aiutino a capire se siamo il professionista che sta cercando.

Ok, ma quali sono le informazioni che il cliente cerca per sceglierci, e quindi quali dovrebbero spiccare sulle altre?
Abbiamo parlato in un articolo precedente, di quanto sia importante comunicare la nostra competenza e credibilità su uno specifico tema o settore (vedi articolo FALSI MITI#1:  Il cliente cerca uno psicologo): il cliente è mosso da un bisogno di soluzione rispetto ad un preciso tema del benessere, e rispetto ad esso cerca le informazioni che possano offrirgli la risposta più convincente.

Adesso ritorniamo alla ricerca di prima… se cerco uno psicologo, nei siti che compaiono nelle prime pagine di Google, quale informazione emerge sulle altre?

Nella maggior parte di essi (non tutti, a onor del vero), l’informazione principale, quella messa in primo piano nella struttura del sito e che ottiene il maggiore spazio… insomma l’informazione che il cliente non può non vedere, è quella relativa al percorso di studi, dove la scuola di specializzazione, o il corso/master etc. rappresenta il principale elemento di distinzione del professionista sul mercato.

Rendere centrale l’approccio teorico che ci caratterizza  e usare questo contenuto come base del nostro posizionamento ha delle premesse strategiche che vale la pena di condividere:

  1. La nostra scuola o percorso di studi ci rende unici sul mercato. Riflessione: sicuri sia l’elemento che ci rende unici? E i nostri colleghi di corso li abbiamo considerati?
  2. Questa caratterizzazione è quella che ha il maggiore valore per il cliente. Riflessione: tra i vostri clienti, quanti vi hanno scelto perché siete sistemico-relazionali, invece che cognitivo-comportamentali?
  3. Questa caratterizzazione è quella che il cliente comprende più facilmente. Riflessione: sicuri che il vostro cliente conosca le scuole e le differenze tra loro?


Pensiamo un attimo a queste premesse, riflettiamoci su. Quando funzionano?
Vi dico quando, nella mia esperienza, le ho viste funzionare?
Quando ero io, uno psicologo, a cercare per me o per un mio caro!

A me, come psicologo, interessa la differenza di approccio.
Io, come psicologo, conosco (più o meno) la differenza tra le scuole e, rispetto a questa conoscenza, modello le mie aspettative sull’efficacia del percorso e oriento la mia scelta tra professionisti.

Ma questa riflessione ci porta ad una domanda: siamo noi psicologi i migliori clienti di noi stessi?

La domanda potenziale del mercato, ci dice di no: ci sono molti più clienti potenziali non psicologi, credeteci.  E la domanda implicita di psicologia è enorme.

Dunque, a meno che non stiate pensando di sviluppare un piano marketing solo ed esclusivamente su un target di colleghi, abbandonate questo falso mito e apritevi ai vostri potenziali clienti, che sono tanti, comunicando loro ciò che vi rende davvero unici come professionisti.

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